Area geografica
Chiave di ricerca
Home
Ambiente
Sviluppo
Popolazione
 
Chi siamo
Dossier
Documenti
Associazioni
Contatti
 
Iscriviti alla newsletter
 
Che tempo farà
 
 
Versione Stampabile
inserito il: 15-5-2009
LA CURIOSA MORALE DI FULCO PRATESI
di Maurizio Morabito

E dire che ci eravamo preoccupati così tanto a lungo di sottolineare il carattere ineluttabilmente catastrofista di un certo tipo di ambientalismo, che sembra quasi nutrirsi di cattive notizie, e finanche di buone notizie ma comunque e sempre viste sotto una cattiva luce. Nella nostra ingenuitâ, pensavamo addirittura di avere come interlocutori persone, i catastrofisti appunto, che avrebbero invece cercato di dimostrare le loro mirabolanti dichiarazioni come pacate e quasi insipide, nonostante descrivano disastri prossimi venturi, disastri evitabili (ovviamente!) ma solo se ci decidessimo tutti ad assoggettarsi a questa o quella proibizione di turno (non viaggiare in aereoplano, non mangiare carne, non fare figli, non emettere CO2 che poi potrebbe anche voler dire ‘non respirare’, e così via).E invece cosa ti va a fare Fulco Pratesi, pluripremiato fondatore del WWF Italia, candidato ‘Santo Subito’ dell’ecologismo italiano e ambientalista extraordinaire? Va a Radio24, il caro Pratesi, ospite di Giuliano Ferrara nella trasmissione ‘Parliamo con
L’Elefante’ del 29 Aprile scorso
, e dichiara (parole praticamente testuali): “…Di fronte a un problema che esiste e che nessuno può negare se non veramente in malafede, mi sembra [che] combattere anche con i mezzi molte volte del catastrofismo, chiamiamolo così, è indispensabile...”

Tombola! Allora non ci dobbiamo più meravigliare quando Pratesi e il WWF (Italia, ma non solo) diffondono, aiutano a diffondere o sostengono notizie che si rivelano poi essere verità solo parziali, se non clamorose bufale. Che ci vogliamo fare? Di fronte a un problema (come vedremo, non importa quale) per loro molto grande e molto evidente, si sentono moralmente giustificati a procedere con il catastrofismo, con l’ingigantimento del negativo, con i roboanti mantra della scomparsa di questo o quello nel nostro futuro, se non della scomparsa del nostro futuro stesso.

A questo punto l’obiezione di rito: è una citazione fuori dal contesto. Diamole allora il suo contesto. La puntata dell’Elefante in questione (per il link vedi sopra)  si occupa di clima e scetticismo (dopotutto, è condotta da Giuliano Ferrara) all’indomani della visita del Principe Carlo a Roma, in cui Sua Altezza ha dichiarato che mancano 99 mesi all’Apocalisse (o qualcosa del genere). Ospiti con Pratesi (presentato come fondatore e presidente onorario del WWF Italia che ha proclamato quest’anno come l’anno del clima), il prof. Franco Prodi, fratello di Romano e descritto come grande climatologo, geofisico, Ordinario di Fisica dell’Atmosfera all’Universitâ di Ferrara ed ex Direttore dell’Istituto di Scienza dell’Atmosfera e del Clima del CNR; e Piero Vietti, giornalista del Foglio che si occupa di questioni ambientali. Gli scambi fra Pratesi e Ferrara (autodefinitosi “antiambientalista”) sono stati un pò vivaci ma niente di cui informare i periodici scandalistici. Si arriva dunque al 26mo minuto più o meno della trasmissione, e Ferrara dice rivolto a Pratesi: “Sono non certo, certissimo della Sua totale buona fede e del Suo fervore. E del fatto che questo fervore e questa cultura sono poi un contributo alla vita dell’uomo contemporaneo. Se noi non ci preoccupassimo del degrado ambientale e non ci occupassimo del clima saremmo più poveri dal punto di vista della ricerca e della conoscenza. Ma quando Lei e il Suo WWF dite ‘Questo deve essere l'anno del clima’, ‘Bisogna fare la lotta al riscaldamento globale facendo questo, questo e quest’altro’, quando agitate le bandiere, firmate i manifesti, e costruite le vostre idee con un’ossatura di certezza, Lei non ha mai paura dentro di sé di fare un’azione ideologica, cioè di falsa coscienza della realtà? Di dire troppo? Diilludere?”

Ecco la risposta di Pratesi: “Sarei fortemente in crisi se non seguissi questa strada. Se noi di fronte a una minaccia che bene o male lo stesso professor Prodi ha riconosciuto in tutti i sensi, inquinamento dei mari, riduzione delle calotte artiche, distruzione delle foreste tropicali, di fronte a un problema che esiste e che nessuno puo' negare se non veramente in malafede, mi sembra che combattere anche con i mezzi molte volte del catastrofismo, chiamiamolo così, è indispensabile. Mi sentirei veramente un verme se i miei figli e i miei nipoti potessero, dovessero, poi rinfacciare il fatto, ‘Cosa avete fatto voi di fronte a quanto stava succedendo?’ “

Che tristezza infinita insomma... Secondo Pratesi, saremmo davvero a un punto per cui sarebbe diventato ‘indispensabile’ esagerare di qua e di lâ, dipingendo il mondo a tinte fosche (importante: più fosche di quelle reali!) e rimuovendo pezzo a pezzo ogni speranza. E magari proprio rimuovendo ogni speranza dai nostri figli. E il tutto per ‘combattere’ contro una ‘minaccia’.

Ma è il momento delle puntualizzazioni di rito. Fulco Pratesi è stato ed è un insostituibile protagonista della lotta contro l’inquinamento. Della ripulitura di quello che Franco Prodi chiama ‘ambiente planetario’, ma del quale il professore porta come esempio non certo la ‘riduzione delle calotte artiche’ ma la ‘Asian Brown Cloud’, la nuvola di polvere e fuliggine marrone che periodicamente impesta le regioni meridionali dell’Asia.

C’è da essere certissimi che quasi tutti sottoscriverebbero le parole di Ferrara sulla buona fede di Pratesi, ma questo non vuol dire far ipocritamente finta di non aver tante domande per il Pratesi stesso e per la sua scelta catastrofista. Non è certo lesa maestâ chiedergli conto di come faccia a definire il discorso di Carlo corretto, concreto ed equilibrato quando basta una rapida scorsa su Internet per scoprire che l’anno scorso Sua Altezza parlava di 18 mesi e non 99;  che dietro il magico numero c’è un’organizzazione lobbystica che ha semplicemente scoperto come si faccia effetto sui media; e che basta fare i due conti per sapere che se quei lobbysti hanno ragione, i mesi rimasti sono 91, e non 99. Sbagliato, fumoso e privo di equilibrio, l’esimio Principe, altro che!

Per Pratesi quelle sono forse esagerazioni, ma come si fa a pensare che le cose non vadano in senso negativo nei confronti del nostro sviluppo? Perché visto lo sconsiderato abuso delle sostanze fossili (vale a dire petrolio e carbone), allora è ‘difficile pensare a nessuna reazione da parte dell’atmosfera a questo afflusso di sostanze da milioni di anni nel sottosuolo’. Un’osservazione che potrebbe essere interessante, se non fosse subito dopo accompagnata da una richiesta di Pratesi affinché tutti praticamente spengano il cervello. A una domanda sullo scetticismo ecco infatti come risponde: “Lo scetticismo è importante ma la posta in gioco è così alta, il pianeta. Ci penserei due volte prima di essere scettico e fare dichiarazioni in contrasto con migliaia e migliaia di scienziati. Può essere interessante avere una posizione controcorrente ma [è in pericolo] il futuro dell’umanità e del pianeta”.

E qui ci sarebbe da fare un’altra domanda. Perché non si capisce se il catastrofismo sia un mezzo per sottolineare i problemi ambientali, oppure i problemi ambientali vadano distorti comunque nell’ottica del catastrofismo. Da che parte stanno insomma i ‘contenuti’? Ci preoccupiamo di indagare e capire il reale (‘come reagirà l’atmosfera al nostro uso di combustibili fossili?’) oppure saltiamo direttamente oltre la siepe della ragionevolezza, agitando lo spauracchio più orribile che riusciamo a immaginare (‘qualcosa minaccia il futuro dell’umanità e del pianeta!’?

E a che ‘minaccia’ si riferisce, Pratesi? A ‘inquinamento dei mari, riduzione delle calotte artiche, distruzione delle foreste tropicali’, una bella insalatona mista di paura e preoccupazione. Non occorre che ci sia un legame (che c’entra l’inquinamento dei mari quando si parla di clima?), l‘essenziale sembra essere infilare quanto più catastrofismo possibile. E’ bene fermarsi qui, anche perché adesso che Fulco Pratesi in persona ci ha dato la chiave di lettura delle sue recenti dichiarazioni (‘forse esagerazioni e catastrofismo, chiamiamolo così', dette per non farlo sentire ’veramente un verme’, ma pur sempre nelle parole di Giuliano Ferrara ‘un’azione ideologica cioè di falsa coscienza della realtà’) possiamo facilmente capire come proprio quelle dichiarazioni siano da valutare molto attentamente prima di farne dipendere decisioni, leggi e regolamenti seri. 

Rimane un'ultima considerazione sulle riflessioni di Pratesi: è ormai chiaro che esiste un rischio molto grande nel disseminare l’idea che il pianeta va a rotoli e l’umanità ne è colpevole. Perché quante più persone ne saranno convinte, e soprattutto quanti più giovani ne saranno convinti, tanto più alta sarà la probabilità che un gruppo, vuoi troppo idealista, vuoi troppo frustrato, vuoi troppo fuori di testa, decida di arrivare alla Soluzione Finale della Questione Ambientale: l’eliminazione della razza umana, novella ‘parassita globale’, aliena e foriera di disastri per l’Ambiente, colpevole in maniera collettiva, e totalmente ‘cattiva’ per natura. Se Pratesi ha a cuore il futuro dell’umanità,  rifletta anche su questo.