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inserito il: 12-10-2008
UNA FINESTRA INQUIETANTE SULLA LONDON SCHOOL OF ECONOMICS
di Alessandra Nucci

Per aiutare a superare la propria naturale incredulità a chi faticasse a vedere un livello coordinato dietro a tante politiche iniettate  nelle vene economiche e culturali dell’Occidente, vorrei segnalare la finestra della London School of Economics.

E’ una finestra dai vetri colorati, del tipo che siamo abituati a vedere in chiesa. Il soggetto che ritrae può gettare luce sulle radici degli eventi che si stanno dipanando sotto i nostri occhi. Fu commissionata nel 1910 dal drammaturgo irlandese George Bernard Shaw, co-fondatore, insieme a Sidney Webb e sua moglie Beatrice Potter, del fabianesimo, filosofia politica marxista che ha molto in comune con il gramscismo. La finestra ritrae  Shaw e Webb in piedi accanto a un mappamondo, nell’atto di prendere la terra a martellate. La stanno rimodellando, come spiega la frase incisa in cima alla finestra, tratta dalla poesia di un poeta astronomo persiano del XI secolo, Omar Khayyam: “Rimodellarla secondo i desideri del cuore!” ("Remould it to the hearth's desire!")

Sotto i due esponenti fabiani, c’è una fila di figure di uomini e donne inginocchiate in adorazione di una pila di libri sul socialismo. Da un lato, fa “marameo” alle docili masse lo scrittore H.G. Wells,  che dopo aver fatto parte dei fabiani li aveva abbandonati denunciandoli come “nuovi macchiavelli”.

La chiave di lettura di tutto il quadro la dà un particolare. Situato al centro della finestra, fra Shaw e Webb,  sopra il mappamondo, c’è l’emblema dei fabiani: un lupo travestito da agnello.

La finestra è stata collocata nel 2006 presso la London School of Economics and Political Science, il celebre istituto para-universitario  fondato all’inizio del Novecento dai fabiani  Shaw, Webb e Potter, e dall’influente filosofo  Bertrand Russell, che della LSE fu sia ispiratore che finanziatore.  Non è un semplice cimelio pittoresco, la finestra. Andata misteriosamente perduta (neanche fosse un  gingillo che uno si porta in giro) e poi ritrovata alcuni anni fa, l’insediamento della finestra alla LSE è stata solennizzata nell’aprile 2006 dal primo ministro britannico Tony Blair, il quale ha sottolineato come questo ’“augusto centro di apprendimento” sia associato appunto con i fabiani, di cui ha ricordato l’abilità dissacrante rispetto al “pensiero tradizionale” dominante.

“Essi mettevano costantemente in dubbio ogni pezzo di saggezza convenzionale che emergesse, radicalmente e con un notevole successo”, si è rallegrato Blair, indicando l’emblema dell’inganno. Superfluo specificare che il lupo travestito da agnello, simbolo dell’inganno eretto a principio, se posto in un istituto educativo come la LSE diventa un principio educativo.

Non parliamo di letteratura e astratta filosofia, i laureati della LSE che hanno poi assunto ruoli guida in politica o in economia sono stati parecchi e influenti. Fra di essi, dopo Russell, si contano Nehru, Keynes, Soros e il “nostro” Romano Prodi. Fabiana fu anche Annie Besant, guida della Società Teosofica a Londra. 

Forse a osservare la London School of Economics più da vicino si potrebbero fare delle scoperte importanti.