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inserito il: 5-10-2007
Aborto in Italia, occorre cambiare cultura

Questo è il testo della dichiarazione rilasciata da Riccardo Cascioli, presidente del CESPAS, all'agenzia Zenit a commento della Relazione al Parlamento del ministro Turco sull'applicazione della Legge 194: 

"Dal 1978 ad oggi 4milioni 800mila bambini sono stati eliminati con l'aborto, ma per il ministro Turco la 194 dimostra di essere una buona legge solo perchè nel 2006 si è registrata una leggera diminuzione. Ciò che sorprende nella Turco non è tanto la difesa d'ufficio ideologica della legge, quanto il fatto che riesca a farlo senza provare un minimo di vergogna. Se poi entriamo nel merito dei numeri offerti dalla Relazione annuale presentata al Parlamento, non possiamo passare sotto silenzio il fatto che ormai una parte consistente di aborti sfugge a ogni calcolo dato l'uso dempre più diffuso - soprattutto tra le adolescenti - della "pillola del giorno dopo" che è abortiva a tutti gli effetti anche se viene ipocritamente chiamata "contraccezione d'emergenza".

Inoltre il ministro dovrebbe essere allarmato dal fatto che in 10 anni è triplicato il numero delle donne straniere che fanno ricorso all'aborto, un fenomeno dovuto in massima parte a motivi economici e sociali. Segno che è totalmente disattesa la parte della legge che prevede la prevenzione e la rimozione degli ostacoli alla maternità. E l'esperienza dei Centri di Aiuto alla Vita dimostra che in tante occasioni basta un piccolo gesto di solidarietà concreta per salvare i bambini dall'aborto.

Ciò però non deve indurci a chiedere semplicemente l'applicazione della parte "preventiva" della 194, che pure sarebbe doverosa. La realtà è che la Legge 194 è profondamente ingiusta e disumana perché: elimina i più deboli della società; provoca una banalizzazione dell'aborto, soprattutto nelle giovani generazioni, come dimostra l'uso sempre più disinvolto della "pillola del giorno dopo"; acuisce il problema dei bassi livelli dei tassi di fertilità nel nostro Paese, causa di conflitti sociali e generazionali che si faranno sempre più acuti Ciò di cui abbiamo bisogno è anzitutto un cambiamento di cultura, un'educazione che apra alla vita e ponga le premesse per un cambiamento radicale della Legge 194".