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inserito il: 28-6-2007
Controllo delle nascite, l'ONU ora punta alle cittą
di Riccardo Cascioli

In un mondo che cambia così velocemente, potrebbe sembrare rassicurante avere dei punti fermi. Uno di questi è l’annuale Rapporto del Fondo dell’Onu per la Popolazione (UNFPA): qualsiasi sia l’argomento a tema del rapporto, infatti, la soluzione è sempre la stessa, il controllo delle nascite. Non fa eccezione il rapporto 2007 presentato ieri con il titolo «Liberare il potenziale della crescita urbana». Potrebbe sembrare rassicurante, si diceva, se non fosse che nel caso dell’Onu la faccenda è inquietante vista la posta in gioco. E infatti, qual è il «potenziale» che l’Unfpa vede positivamente? Il fatto che nelle città è più facile raggiungere le persone, e soprattutto i giovani, con i «servizi di salute riproduttiva», ovvero – nel senso dato dall’Unfpa – contraccezione e aborto. Si capisce allora la soddisfazione per il fatto che già nel 2008 la popolazione urbana mondiale supererà per la prima volta nella storia quella rurale. Tre miliardi e 300 milioni di persone che nel 2030 diventeranno 5 miliardi.

I dati dell’Unfpa dimostrano che nelle città i giovani usano di più i contraccettivi rispetto ai coetanei che vivono in zone rurali ed è più alta anche l’età a cui ci si sposa. Ma l’Unfpa avverte che questo non basta. La richiesta è quella di moltiplicare l’offerta di centri medici che garantiscano i «servizi di salute riproduttiva» in modo capillare, soprattutto fra i giovani e «in modo confidenziale». Traduzione: fare in modo che i giovani non abbiano figli, anche sfilando la potestà ai genitori.

Niente di nuovo, insomma: questa è la ragione d’essere dell’Unfpa, che nel mondo ha già provocato tanti danni sociali (vedi il grave squilibrio demografico in Cina e altri Paesi asiatici) e violazioni dei diritti umani (le barbare campagne di controllo delle nascite applicate nei Paesi poveri). Ma aspettiamoci una nuova, potente offensiva nelle periferie delle città del sud del mondo, l’obiettivo individuato dal rapporto dell’Unfpa. L’aumento della popolazione urbana, sottolinea infatti il rapporto, non è dovuto principalmente all’immigrazione dalle campagne, ma alla prolificità dei poveri delle città. L’intervento, per l’Unfpa, è urgente «soprattutto in Paesi dove il tasso di fecondità è alto e il 50% della popolazione ha meno di 24 anni e sta entrando nell’età riproduttiva». E per rendere più efficace la sua azione, quest’anno l’Unfpa strizza l’occhio anche ai movimenti ecologisti, in nome di una sostenibilità ambientale messa in pericolo da questo proliferare di esseri umani. In realtà questa alleanza è di lunga data, ma stavolta l’Unfpa ce lo ha voluto annunciare ufficialmente.