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inserito il: 19-1-2007
Smog nelle città, il ministro Pinocchio
di Riccardo Cascioli

“Città sempre più inquinate”, “Cresce lo smog nelle città”, “Le città stanno asfissiando”: abbiamo tutti in mente i titoli dei giornali e dei tg che nei giorni scorsi hanno accompagnato la presentazione del Rapporto dell’APAT (l’agenzia governativa per l’Ambiente) sulla qualità dell’ambiente urbano. Il tutto ovviamente faceva da sfondo per chiedere ad amministratori, industriali e cittadini di cambiare radicalmente abitudini. Ebbene, le affermazioni fatte in conferenza stampa dal ministro Pecoraro Scanio e dai suoi accoliti, sono semplicemente false. E il bello è che a smentirlo è lo stesso rapporto dell’APAT. Il quale a pagina 2 afferma: “Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera tutti gli inquinanti analizzati mostrano un andamento generalmente decrescente nell’intervallo di tempo compreso dal 1995 al 2003 nei comuni considerati”. E più avanti, da pagina 38 presenta i grafici suddivisi per inquinante e per comune, che dimostrano proprio la diminuzione dell’inquinamento atmosferico.

Eppure già nel comunicato stampa che presenta il Rapporto, il ministero dell’Ambiente “corregge” i dati affermando che “per le concentrazioni di PM10, ozono e biossido di azoto nel periodo 1993-2005 nessuna chiara tendenza alla diminuzione”. Ma per sostenere questa affermazione non si fa riferimento alle emissioni reali, bensì ai giorni di superamento del valore limite giornaliero, ovvero la soglia oltre la quale scatta l’allarme, senza peraltro dire che però questa soglia è stata abbassata e non può essere quindi considerata un metro di comparazione oggettivo.

Il capolavoro avviene però in conferenza stampa (e poi sui mezzi di comunicazione), quando si capovolge definitivamente il senso dei dati presenti nel Rapporto dell’APAT, contando soprattutto sul fatto che nessun giornalista si va a leggere le 798 pagine del Rapporto. Il metodo del resto non è nuovo: sia le agenzie dell’ONU sia la Commissione Europea diverse volte presentano dei Rapporti facendo affermazioni che contraddicono i dati scientifici in essi contenuti. Il motivo è semplice: il Rapporto viene usato non per fare il punto sulla realtà o prendere coscienza di un problema, ma per promuovere un’agenda politica.

In questo caso è evidente che il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio,  con tutto il governo chiaramente ostaggio dei Verdi, sta spingendo per penalizzare gli automobilisti e per costringere gli amministratori locali a farlo, infischiandosene del fatto che le misure proposte, oltre a criminalizzare una categoria di cittadini, tendono ad aumentare enormemente i disagi per i cittadini senza peraltro benefici apprezzabili per la qualità dell’aria (per chi volesse approfondire l’argomento può leggere il primo volume de “Le Bugie degli Ambientalisti”).