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inserito il: 5-9-2006
Un Congresso per rilanciare la famiglia
di Guglielmo Piombini

La bomba della sovrappopolazione annunciata dai neomaltusiani alla Paul Ehrlich (e dai suoi emuli italiani, come Giovanni Sartori o Luigi De Marchi) si è dimostrata un falso problema. Nel mondo la fertilità si è dimezzata rispetto agli anni Settanta, e in ben 59 nazioni, che compongono il 44 per cento della popolazione mondiale, i tassi di natalità sono inferiori a quelli necessari per il ricambio generazionale.

L’Europa, che si trova da venticinque anni in questa situazione, vede profilarsi davanti a sé un futuro di spopolamento e invecchiamento: secondo le proiezioni demografiche il vecchio continente è destinato a perdere cento milioni di abitanti da qui alla metà del secolo; nello stesso periodo le persone sopra i sessantacinque anni, che oggi rappresentano un sesto del totale, diventeranno un quarto nel 2030 e addirittura un terzo nel 2050. In Russia la popolazione ha già iniziato a scendere di settecentomila persone l’anno, e di questo passo alla metà del secolo avrà perso un terzo dei suoi cittadini, riducendosi a 146 milioni di abitanti. Per fronteggiare il problema il presidente Putin ha deciso una serie di misure a favore della natalità, che comprendono un sussidio di circa 110 dollari mensili per ogni secondo figlio e un pagamento diretto di 9000 dollari alle famiglie che hanno già due figli, mentre le madri che decidono di stare a casa avranno diritto al 40 per cento del loro precedente salario.

È improbabile, tuttavia, che queste misure sortiscano gli effetti desiderati, perché la denatalità sembra avere cause culturali più che economiche. Secondo l’analisi del prof. Allan Carlson, presidente dell’Howard Center for Family, Religion, and Society, il calo della popolazione è una conseguenza del collasso mondiale dei valori familiari. Negli ultimi decenni, prima in Occidente e poi in altre parti del mondo, ha preso il sopravvento un’etica che celebra la soddisfazione edonistica dei desideri individuali, il controllo delle nascite, la contraccezione, l’aborto e la promiscuità sessuale; e che degrada il valore del matrimonio, della procreazione e del ruolo del padre e della madre.

Anche la secolarizzazione ha contribuito a questo trend denatalista, dato che le statistiche dimostrano che le persone religiose (cattolici praticanti, cristiani evangelici, mormoni, ebrei ortodossi) tendono a formare famiglie più numerose: negli Stati Uniti, dove i tassi di natalità sono vicini a 2,1 figli per donna, il 30-40 per cento della popolazione frequenta la messa domenicale, contro il 5 per cento della sterile Europa occidentale. Lo stesso Papa Benedetto XVI, nel recente incontro con la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha imputato il calo delle nascite alla diffusione delle visioni materialistiche dell’universo, della vita e dell’uomo. 

Per rinvigorire la funzione della famiglia naturale i leader del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families), di cui Allan Carlson è fondatore, sta preparando un grande incontro che si svolgerà a Varsavia dall’11 al 13 maggio del 2007. Il Congresso Mondiale delle Famiglie riunisce una rete internazionale di organizzazioni, attivisti, studiosi e parlamentari che si impegnano a restaurare la centralità della famiglia naturale, diffondendo un messaggio basato sull’importanza del matrimonio, sulla fecondità come espressione di amore e speranza nel futuro, sulle famiglie numerose come benedizione per la società. Affermando che “la famiglia naturale è la primavera delle nazioni”, gli organizzatori intendono offrire una speranza di disgelo dell’inverno demografico che attanaglia il vecchio continente.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie ha fatto rapidi progressi. Nei tre incontri precedenti, a Praga nel 1997, a Ginevra nel 1999 e a Città del Messico nel 2004, la partecipazione è sempre raddoppiata rispetto a quello precedente: nell’ultima occasione erano presenti oltre 3.300 delegati provenienti da 70 paesi. La scelta della sede per il prossimo congresso è caduta sulla Polonia perché questo paese, che ha sperimentato l’oppressione di entrambi i totalitarismi (nazista e comunista), ha prodotto numerosi intellettuali difensori della famiglia, a partire da Giovanni Paolo II. La Polonia rappresenta ancora oggi un’oasi favorevole ai valori familiari in un deserto di euro-correttezza politica in cui si promuovono la contraccezione e le unioni alternative. Le autorità politiche e religiose polacche hanno dato infatti pieno sostegno all’iniziativa. Il congresso si svolgerà nel più alto edificio di Varsavia, il Palazzo della Cultura e della Scienza fatto costruire da Stalin, che per quarant’anni è stato sede del Partito Comunista Polacco. L’anno prossimo, però, da quelle sale riecheggerà uno slogan molto diverso da quello di un tempo: “Famiglie di tutto il mondo unitevi! Non avete niente da perdere se non le imposizioni ideologiche degli utopisti sociali”.