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inserito il: 22-9-2008
BRUXELLES, DOMENICA ECOLOGICA O CAMPO DI RIEDUCAZIONE?
di Valentina Bolis

Poteva sembrare una domenica come tante altre: la passeggiata distensiva in centro di una felice famigliola in una splendida giornata di sole prima del sopraggiungere dell’autunno. Siamo a Bruxelles, nel cuore pulsante dell’Europa, centro delle attività politiche ed economiche del vecchio continente. Qui domenica 21 settembre, nel quadro della Settimana europea della mobilità sostenibile. c'è stata la sospensione completa del traffico in centro città, evento accompagnato dalle contraddizioni dei soliti appassionati dell’ambientalismo spiccio basato su fasulli allarmismi e ecologismo in pillole.

Gli avvertimenti sul cambiamento climatico, sul pericolo dello scioglimento dei ghiacciai, sulla presunta estinzione degli orsi polari sono ormai cosa nota, ma è interessante notare le modalità con cui vengono propagandate queste idee. Gli ambientalisti prendono possesso di molte delle piazze cittadine, con punti di informazioni per fornire agli avventori – famigliole e giovani tra le vie cittadine per una tranquilla passeggiata domenicale, appunto – gli ultimi ragguagli sulla situazione ambientale del nostro pianeta.

Tra gli stand folta la presenza di attivisti di Greenpeace e WWF che hanno fatto a gara nel braccare le malcapitate famigliole angosciandole con gli allarmi sulla presunta situazione comatosa del pianeta. Per rafforzare il concetto una montagna di apparentemente innocui depliant e volantini (a proposito: quanti alberi saranno stati sacrificati?).

Tra i tanti volantini ne spicca uno dove campeggia un uomo con il volto da pesce: “Ferma il cambiamento climatico prima che il cambiamento cambi te” recita il manifesto. Un’immagine suggestiva, efficace e inquietante allo stesso tempo, non c’è che dire. Ma cos’abbia a che vedere il cambiamento climatico  con una kafkiana metamorfosi dell’uomo in pesce nessuno sa spiegarcelo. Il manifesto sembra più che altro richiamare il fascino dei miti dell’antica Grecia o qualche mutazione cinematografica alla “Spiderman”. Ma di solide basi scientifiche neanche l’ombra.

Ovviamente lo smog e l’inquinamento sono problemi concreti, da affrontare con estrema serietà e onestà intellettuale e scientifica. Però, caso strano, quando benzina, gas ed elettricità occorrono per promuovere prodotti biologici o campagne ambientaliste non si bada a spese. Non ci sono risorse esauribili o inquinanti che tengano: mentre le famiglie di Bruxelles vanno a piedi, ogni stand è dotato di impianto stereo per diffondere musica rigorosamente new age e di gas per cucinare cibi “sani e naturali” da vendere ai passanti. Un esempio di come le buone intenzioni degli ambientalisti si scontrano con il fascino del business. Per non parlare dei grandi tir che hanno collocato e smantellato a inizio e fine giornata gli stand e che per l’intera domenica transitano nel centro cittadino per rifornire i chioschi. Forse lo stop delle auto è servito soprattutto a sgombrare le strade per far passare più velocemente i "bestioni" ecologisti.

L’indottrinamento, comunque è a 360 gradi, e comincia fin dalla culla. Ecco allora gli animali a disposizione della fiera ecologista per avvicinare i più piccoli al mondo degli animali. Che i ragazzi abbiano perso il contatto con la natura e che non sappiamo distinguere un bue da un toro è un dato reale. Peccato che mentre da una parte si inneggiava al rispetto per tutti gli esseri viventi (in molti stand si proclamava la pari dignità tra vegetali, animali e uomini) dall’altra si vedevano le povere bestie stipate in gabbie e a disposizione delle mani curiose dei bambini. Evidentemente ci sono gabbie buone e gabbie cattive. O più semplicemente, nella logica ecologista, il fine giustifica i mezzi.