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inserito il: 24-2-2008
Kosovo, Costituzione apre ad aborto e unioni gay
di Susan Yoshihara
Il 17 febbraio la provincia del Kosovo ha dichiarato l’indipendenza e ora ha 4 mesi di tempo per adottare una nuova Costituzione. La bozza di Costituzione che circola al momento, se approvata trasformerebbe radicalmente la società - tradizionalmente islamica e cristiano-ortodossa – cancellando ogni protezione legale ai bambini non nati e fornendo speciali diritti sulla base dell’orientamento sessuale. Inoltre, la bozza prevede che il governo deleghi l’interpretazione delle norme sociali agli organismi internazionali sui diritti umani che hanno il loro centro alle Nazioni Unite.

L’articolo 25 della bozza, dedicato al “Diritto alla vita”, cancella la protezione dei non nati affermando che “ogni individuo gode del diritto alla vita dalla nascita” e l’articolo 26 garantisce “il diritto di prendere decisioni riguardo alla riproduzione in accordo con le leggi e le procedure definite dalla legge”, dando inoltre a ciascun kosovaro “il diritto di avere controllo sul proprio corpo in accordo alla legge”.

La bozza di Costituzione assicura poi specificamente che “nessuno sarà discriminato sulla base (…) dell’orientamento sessuale”, ma allo stesso tempo non dà alcuna protezione speciale alla famiglia tradizionale. Anzi, la versione inglese dell’articolo dedicato a “Diritto al matrimonio e alla famiglia” evita di menzionare uomini e donne, stabilendo soltanto che “Fondato sulla libera volontà, ciascuno gode il diritto di sposarsi e il diritto di avere una famiglia”.

Con l’approvazione della Costituzione sarà poi imposta “l’applicazione diretta” di otto trattati internazionali, tra cui la Convenzione sull’Eliminazione della Discriminazione contro le Donne (CEDAW), la Convenzione sui Diritti del Fanciullo, e l’Accordo Internazionale sui Diritti Civili e Politici con i suoi protocolli. Le commissioni ONU istituite per vigilare ciascuno di questi trattati sono state recentemente oggetto di forti critiche per aver ripetutamente forzato l’interpretazione dei documenti allo scopo di includere l’aborto e altre idee controverse che erano state volutamente lasciate fuori dai documenti dalle nazioni che li hanno negoziati. Malgrado ciò, la Bozza di Costituzione del Kosovo stabilisce che l’interpretazione dei diritti contenuti nei documenti poggerà sulla “giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani e degli altri corpi internazionali che presiedono all’applicazione dei diritti umani internazionalmente garantiti”.

La Bozza di Costituzione è stata originalmente preparata nel 2004 da una organizzazione non governativa chiamata Public International Law and Policy Group (PILPG). Uno dei suoi autori, il professor Bruce Hitchner della Tufts University, ha dichiarato al Catholic Family and Human Rights Institute che il testo attualmente in circolazione ha essenzialmente mantenuto la sua forma originale e che dopo essere stato preparato dal PILPG è passato alla Commissione di Venezia, corpo consultivo del Consiglio d’Europa. Secondo Hitchner, il documento è stato valutato e approvato da giuristi europei e anche gli americani ci hanno lavorato “con discrezione”.

La Commissione di Venezia, istituita nel 1990 per seguire la transizione alla democrazia degli ex Paesi comunisti, ha infine consegnato la Bozza alla Commissione Costituzionale del Kosovo. Il presidente della Commissione, il professor Hajredin Kuci, ha dichiarato nei giorni scorsi che “i membri della commissione visiteranno le municipalità e organizzeranno incontri” in tutto il Kosovo per presentare il documento prima che scadano i 120 giorni previsti come tempo massimo per l’adozione.

Sia gli Stati Uniti sia la Santa Sede sono membri della Commissione di Venezia, ma non è chiaro se i due governi fossero consapevoli della natura radicale della nuova Costituzione del Kosovo.