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Il preservativo riduce ma non elimina il rischio
di Riccardo Cascioli

Il preservativo riduce ma non elimina il rischio. Secondo uno studio pubblicato da Lancet nel gennaio 2000 (Volume 355, numero 9201), il rischio di contrarre il virus Hiv usando i preservativi durante i rapporti sessuali è nellâ??ordine del 15%. Ciò appare in linea con precedenti studi sullâ??affidabilità dei profilattici in materia di pianificazione familiare, secondo cui â??la probabilità di una gravidanza in un anno in una coppia che usa esclusivamente il profilattico varia tra il 5 e il 30%, con una media del 15%â?�.
I fattori che spiegano questo dato sono diversi: anzitutto i cosiddetti â??fallimenti tecniciâ?�, ovvero la possibilità di rotture (si considera che si verifichino nellâ??1,5-8% dei casi) e la degradazione del lattice, direttamente proporzionale allâ??invecchiamento del profilattico e alle condizioni ambientali (intuibile che portato in tasca in un Paese tropicale, caldo, è soggetto a un processo di degradazione molto più rapido). Più controversa è invece la questione della porosità, ovvero la possibilità che il profilattico sia permeabile ai virus. Anche in questo caso ci sono comunque studi (presentati ad esempio alla V Conferenza Mondiale sullâ??AIDS svoltasi a Montreal) che dimostrano come in un buon numero di preservativi ci sia una permeabilità a microspore di diametro maggiore dellâ??HIV (virus 60 volte più piccolo del battere che causa la sifilide e 450 volte più piccolo degli spermatozoi). â??Câ??è pertanto la possibilità che lâ??HIV presente libero nello sperma possa passare attraverso i pori al partner e per questo motivo alcuni suggeriscono di usare 2 preservativi contemporaneamenteâ?�.
Altri fattori di inefficacia del profilattico sono poi lâ?? â??uso incorrettoâ?� e il â??by-pass della barrieraâ?�, ovvero la contaminazione prima di metterlo.
I problemi della falsa sicurezza. Anche se il profilattico non elimina il rischio, sarebbe ragionevole aspettarsi comunque una riduzione del diffondersi dellâ??HIV laddove questo viene usato. Ma la realtà dimostra invece che non è così, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. In Africa, ad esempio, i Paesi con maggiore diffusione dei preservativi â?? Zimbabwe, Botswana, Sudafrica e Kenya â?? sono anche quelli con i tassi di sieropositività più alti al mondo. Gran parte della responsabilità è proprio di chi propaganda il preservativo come â??laâ?� soluzione definitiva al problema, inducendo un senso di sicurezza che moltiplica i comportamenti a rischio. Eâ?? un fenomeno noto come â??teoria della compensazione del rischioâ?�: ancora sulla rivista â??Lancetâ?� è stata fatta a questo proposito una analogia con le cinture di sicurezza per le automobili che â?? anche loro â?? non hanno portato i benefici sperati. Se le cinture di sicurezza vengono percepite come un fattore di invulnerabilità i comportamenti a rischio dellâ??automobilista (alta velocità e infrazioni di vario genere) tendono ad aumentare, compensando così i vantaggi nellâ??uso delle cinture di sicurezza. Allo stesso modo accade per il preservativo: la sua efficacia è legata a un reale cambiamento dei comportamenti a rischio (astinenza e riduzione dei partner), ma chiunque si azzarda a dare questo messaggio viene immediatamente additato al pubblico disprezzo, aumentando così la diffusione del contagio.
Il fattore culturale e sociale. Il preservativo ha finora dimostrato una certa efficacia in specifiche categorie a rischio - persone con partner sieropositivi, donne e uomini coinvolti nellâ??industria del sesso e così via â?? e per questo nel mondo occidentale si è avuta in questi anni una tendenza alla stabilizzazione della diffusione dellâ??AIDS. Ma lo stesso strumento si è mostrato totalmente inadeguato quando a essere colpita dal virus HIV è una popolazione nel suo insieme, come accade nei Paesi in via di Sviluppo. Oltretutto ciò che funziona a New York o a Roma non necessariamente funziona allo stesso modo a Nairobi o Pechino. Le diversità culturali e sociali sono importanti: â??Come è pensabile â?? mi dice un medico missionario - un uso corretto del preservativo in contesti come quelli africani dove la donna non ha neanche il diritto di rifiutare lâ??atto sessuale, o dove è diffusa la credenza che fare sesso con una vergine faccia sparire lâ??infezione?â?�. Lâ??assurdità della â??ricetta del preservativoâ?� la espresse perfettamente il presidente ugandese Museveni nel 1992 a Firenze, durante il Congresso mondiale sullâ??AIDS: â??Così come negli anni â??40 ci era stata offerta la magica soluzione della penicillina, i nostri esperti sanitari ci offrono ora il preservativo e il â??sesso sicuroâ??. In paesi come il nostro, dove una madre, spesso, deve camminare 20 miglia per trovare unâ??aspirina per il suo bambino malato o 5 miglia per trovare un poco dâ??acqua, la questione pratica di trovare un costante rifornimento di preservativi o di usarli adeguatamente potrebbe non venire mai risolta. Nel frattempo ci viene detto che solo un sottile pezzo di goma si pone fra noi e la morte di un continente. Ritengo che i preservativi abbiano un ruolo da giocare come mezzo contraccettivo, specialmente in coppie HIV positive, ma non possono essere il mezzo principale per contenere e arrestare il corso dellâ??AIDS...â?�.

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