Area geografica
Chiave di ricerca
Home
Ambiente
Sviluppo
Popolazione
 
Chi siamo
Dossier
Documenti
Associazioni
Contatti
 
Iscriviti alla newsletter
 
Che tempo farà
 
 
Versione Stampabile
inserito il: 21-1-2009
SCHIZOCRONIA, MALATTIA DELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA
di Maurizio Morabito

"Schizocronia" è un termine che sarebbe doveroso introdurre nel dizionario della lingua italiana. Dal greco antico schizein ("per parti
separate") e chronos ("tempo"), andrebbe definito come “un disturbo della comunicazione scientifica in genere caratterizzato da confusione tra la realtà di ciò che accade adesso, e la possibilità di ciò che potrebbe accadere decenni più tardi”. Andrebbe poi specificato che “la schizocronia è associata con il pensiero catastrofista e potrebbe avere una causa politica di fondo”.

Per capire il senso di questa proposta basta analizzare il risultato di anni di comunicazione scientifica a proposito di cambiamenti climatici.
 
Partiamo da una domanda: il riscaldamento globale di origine antropica o i cambiamenti climatici stanno accadendo? La risposta a ciò, molte persone ritengono che sia sì. C'è anche un consenso scientifico che afferma la stessa cosa.

Seconda domanda: il riscaldamento globale di origine antropica o i cambiamenti climatici sono già accaduti? La risposta a ciò, molte persone credono che sia sì. Il problema è che non c'è consenso scientifico al riguardo. In verità, in base al consenso scientifico attuale, non possono essere già successi, non ancora.

Di solito, il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici appaiono in frasi coniate al futuro. E così deve essere per forza, per ragioni di onestà e verità scientifiche: infatti i "modelli globali del clima", indicano che la temperatura sale a livelli molto alti, ma ciò è atteso per gli ultimi decenni del XXI secolo; e la stragrande maggioranza degli effetti dei cambiamenti climatici sono attesi, piuttosto che già osservati.
Ciò cui abbiamo assistito negli ultimi anni, invece, è stata una corsa a "scoprire" le prove che il riscaldamento globale accada nel mondo di oggi. C'è stata un'innumerevole quantità di articoli più o meno scientifici riguardo "prove lampanti", che semplicemente non possono essere lì ... a meno che il consenso scientifico sul riscaldamento globale non sia molto, molto sbagliato.

Invariabilmente, le prove lampanti non hanno illuminato altro che il niente. Non c'è niente da mostrare come evidenza del riscaldamento globale o del cambiamento climatico. Ecco quindi spiegato lo scetticismo diffuso in gruppi molto pratici: gli ingegneri e i metereologi.

Ma perché allora questo semplicissimo punto non è spiegato dai principali fautori del riscaldamento globale, e cioè che la scienza cui si riferiscono parla di ciò che potrebbe accadere ma solo fra decenni, e che l'attuale ricerca di segni di imminenti future catastrofi sconfina nell'inutile?

Non è poi così campato in aria pensare che tutta la questione sia stata inquinata dall'attivismo, visto che la rivelazione che non ci sono elementi di prova potrebbe far sparire dalla circolazione tutti o quasi gli impegni politici in materia di clima. Ma se questa "schizocronia" tra affermazioni sul presente e scienza sul futuro è stata utile finora, ovviamente deve essere continuamente alimentata, e tanto più con il passare degli anni, come se qualcuno stesse guadagnando tempo sperando che qualcosa di veramente tangibile infine accada.

E infatti, ci sono già persone che si augurano che grandi tragedie climatiche accadano, magari di fronte alle telecamere, e al più presto possibile. Per il 2009, aspettiamoci quindi tanti, anzi tantissimi articoli del tipo "il cambiamento climatico ha già rovinato il pianeta". Anche se continuerà a non essere vero.