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inserito il: 22-11-2008
OBAMA, PRIMO SCIVOLONE SUL CLIMA
di Maurizio Morabito

Cosa c'e' di speciale riguardo al clima, si chiede lo scienziato americano Roger Pielke Jr., che fa si' che delle persone note per essere di eccellente caratura diventino assolutamente folli e perdano di vista ogni standard di integrita' scientifica (e non)?

E' una bella domanda, che si applica in qualche modo anche alla prima "uscita" in video del futuro Presidente USA, Barack Obama. Il quale ha registrato circa quattro minuti per il "Summit dei Governatori Americani sul Clima Globale", organizzato da Arnold Schwarzenegger per il 19 e 20 novembre in California.

Il video, disponibile su YouTube, dovrebbe dimostrare come si stia per aprire un "nuovo capitolo di leadership americana in tema di cambiamenti climatici". Benone: senonche', dopo circa 25 secondi, Obama dice che "la scienza e' indiscutibile, e i fatti sono chiari. Il livello dei mari sta salendo. Le linee costiere si stanno restringendo. Abbiamo visto siccita' da record, carestie in aumento, e tempeste che diventano piu' forti ad ogni nuova stagione degli uragani".

Sarebbero quelli, i fatti chiari? Davvero? Sul livello dei mari, il consenso è che c'e' un aumento globale di circa 3mm all'anno, ma seri studiosi pensano potrebbe anche essere zero (si tratta di valori al limite delle capacità di rivelazione da satellite). Ci sono dei punti dove le linee costiere si stanno davvero restringendo, come vicino all'isola di Bougainville (Papua Nuova Guinea), ma si tratta di fenomeni sostanzialmente isolati e locali.

Per dare un'idea della scala del fenomeno, se i mari continuano ad alzarsi alla velocita' registrata al momento, le pur bassissime Maldive sarebbero inondate in circa 500 anni se non piu': difficilmente un problema di sicurezza nazionale per il Presidente americano 2009-2012.

Riguardo le siccita', mentre l'area del Sahel ne sta uscendo da alcuni anni ormai (una notizia riportata da pochi), anche dall'Australia arriva la consapevolezza che come le carestie si tratta in primis di un problema di cattiva gestione delle risorse. Qualcuno dica a Obama che anche a Sydney cominciano a stare meglio, in termini di acqua negli invasi. E la foresta amazzonica, data quasi per spacciata tre anni fa, e' rigogliosa come al solito.

Infine, il punto sugli uragani. E' quello che lascia più perplessi. Quando parla un Presidente, o un Futuro Presidente, di solito c'è un team che prepara il discorso in maniera dettagliata e facendo attenzione a non dire stupidaggini. Cosa ha impedito loro, dunque, di verificare il loro testo con esperti come Kerry Emanuel, professore di meteorologia al celebre MIT e fino a poco tempo fa sostenitore di un collegamento fra uragani e riscaldamento globale? Il quale Professor Emanuel nel marzo 2008 ha annunciato di non esserne più così sicuro, sul Bollettino dell'American Meteorological Society.

E se è vero che un articolo uscito sulla rivista "Nature" il 3 settembre scorso sembra dimostrare che le massime velocità dei venti negli uragani più forti è aumentata significativamente dal 1981 al 2007, in realtà il dibattito scientifico in materia è apertissimo. E non parliamo neanche del "dettaglio" che osservazioni su scale meno che trentennali, per definizione non sono "climatiche".

I "fatti" non sono affatto chiari, caro Futuro Presidente Obama. Se vuole fare qualcosa riguardo i cambiamenti climatici, la faccia pure. Ma perche' travestire le sue decisioni con una "scienza" che non esiste? Dobbiamo davvero aspettarci che le sue scelte vengano basate su posizioni ideologiche a prescindere da quanto accade nel mondo reale?

Speriamo di no. D'altronde la filosofia dello "Yes, We Can" e' difficilmente riconciliabile con il catastrofismo comune ai nostri giorni, quello che considera la razza umana un elemento tossico per la biosfera e il pianeta tutto. Chissà quanto tempo passerà, prima che quel conflitto nel campo degli "Obamiani" venga a galla.